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Musica e Fumetti #3: Condizioni di Nate Powell

12 Jun

di T/T

L’etichetta Psycho Pop – curata da Micol Beltramini per Edizioni BD –  è fresca di stampa: tra i primi titoli proposti ci sono Blue di Pat Grant e Condizioni di Nate Powell. Su Fumettologica potere leggere entrambe le anteprime (qui e qui). Su queste pagine, invece, il giochetto che vogliamo riproporre è quello che abbiamo tentato con il libro di Dillon, Nao of Brown, pubblicato in Italia da Bao Publishing. Assemblare una playlist  – o un tape immaginario – seguendo le suggestioni e le precise indicazioni di cui Powell dissemina i suoi lavori. È opportuno, però, fare una piccola premessa. Nate Powell ha sempre affiancato alla sua attività di fumettista, un’altrettanto prolifica attività di musicista. Per 16 anni, dal 1994 al 2010,  ha gestito una sua etichetta indipendente: la Harlan Records, producendo prevalentemente i lavori della propria band, i Soophie Nun Squad, dove il suo ruolo era quello di “cantare e saltare indossando strani costumi”. 

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Musica e Fumetti #2: Daniel Clowes

14 Nov

di T/T

La frequentazione tra musica e fumetti è di lunga data e affonda le sue radici nella controcultura degli anni 60. Credo sia pleonastico ricordare la famosissima copertina di Cheap Thrills dei Big Brother & The Holding Company di Janis Joplin a firma Robert Crumb. Forse il periodo più prolifico è quello della nascita della scena d.i.y. americana, spesso i grafici che curavano le copertine dei gruppi hard-core provenivano dalla scena underground e ed erano cresciuti a pane e comics. Agli inizi degli anni ’90, mentre il movimento originario volgeva al termini – fagocitato per certi versi dalla nascente MTV, nuova macchina dell’immaginario americano – il nesso tra comics e musica era diventato strutturale: i Beat Happening, contraltare naif e lo-fi al nuovo suono di Seattle, si esibivano per poco più di cento persone nello store della Fantagraphics Book circondati da banchetti stracolmi di fumetti. Nello stesso periodo l’etichetta che avrebbe inventato l’evanescente idea di grunge – la Sub Pop – si serviva di Charles Burns per le sue compilation.

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