Bitchin’ Bajas – S/T (Drag City, 2014)

1 Sep

Dei Bitchin’ Bajas ne avevamo parlato quasi un anno fa in occasione della loro precedente fatica, sempre fuori per i tipi della Drag City. Il trio di Chicago ritorna sulle scene con un album denso dove le loro esplorazioni si infittiscono, pescando a piene mani dal progressive elettronico degli anni 70.

bitchin-bajas-drag-city-2014

Continue reading

Centauri – Self Titled (Lepers Produtcions, 2014)

25 Jun

di T/T

Se Von Lmo fosse stato innamorato del country le sue divagazioni cosmiche avrebbero avuto l’andamento romantico ed avventuroso dei brani contenuti nel debutto di Centauri, fuori per i tipi della free label Lepers Produtcions. Difficile catalogare questo primo lavoro del combo di stanza a Milano, sospeso tra melodie tenui che si accartocciano su stesse e il pulviscolo rumoroso che si insinua tra le tessiture western di piano e chitarra.  Appunto, la stessa formazione di Centauri è sfuggente, inserendosi nel solco del weird, anche e soprattutto, a causa degli strumenti messi in campo: piano e due chitarre, di cui una acustica e l’altra affetta da seri problemi di schizofrenia.

a3414989299_10

Continue reading

Musica e Fumetti #3: Condizioni di Nate Powell

12 Jun

di T/T

L’etichetta Psycho Pop – curata da Micol Beltramini per Edizioni BD –  è fresca di stampa: tra i primi titoli proposti ci sono Blue di Pat Grant e Condizioni di Nate Powell. Su Fumettologica potere leggere entrambe le anteprime (qui e qui). Su queste pagine, invece, il giochetto che vogliamo riproporre è quello che abbiamo tentato con il libro di Dillon, Nao of Brown, pubblicato in Italia da Bao Publishing. Assemblare una playlist  – o un tape immaginario – seguendo le suggestioni e le precise indicazioni di cui Powell dissemina i suoi lavori. È opportuno, però, fare una piccola premessa. Nate Powell ha sempre affiancato alla sua attività di fumettista, un’altrettanto prolifica attività di musicista. Per 16 anni, dal 1994 al 2010,  ha gestito una sua etichetta indipendente: la Harlan Records, producendo prevalentemente i lavori della propria band, i Soophie Nun Squad, dove il suo ruolo era quello di “cantare e saltare indossando strani costumi”. 

Z033

Continue reading

Donato Epiro – Fiume Nero (Black Moss Records, 2014)

10 Apr

«A me non interessa l’oro. L’oro lo lascio ai servi, a me interessa il potere». Nelle spire della propria follia, Aguirre discende un fiume senza fine, perso nei meandri di una terra ostile e ostinatamente contraria ad ogni volontà di potere. Al delirio di onnipotenza di Lope de Aguirre, la natura è sorda: lo scorrere del fiume con il suo sciabordio lento è una continua irrisione: può tremare la terra la suo passaggio, ma non le acque scure e marce del Rio delle Amazzoni. Un Fiume Nero, che scorre senza sosta, indifferente nella sua protervia.

LP cover

Continue reading

Estemporanea #7: Come ci si comporta su un piccolo palco, gli errori più frequenti delle band italiane.

3 Apr

Su Rockit [qui] un noto stage manager tracciava un’ampia fenomenologia dei vizi e delle cattive abitudini delle bande nostrane. Ecco, questo è un vademecum da parte di due musicisti italioti che spesso interpretano creativamente il concetto di stage. Buona lettura. T/T

di Superfreak e Ferdinando Farro aka Maybe I’m

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che andrebbero seguiti quando ci si trova in quelle situazioni in cui il palco è piccolo, microscopico o addirittura non c’è. Spesso si fa un gran parlare di professionalità e di come bisognerebbe affrontare un palco enorme pieno di monitor, fonici e cavi, ma la verità è che se non decidete di suonare solo nei festival o nei concorsi musicali vi troverete ad affrontare tante realtà più piccole che tecnicamente sono molto più complesse da gestire. Proprio per questo ecco qui una piccola guida su cosa dovreste fare perché il vostro concerto venga al meglio.

1

Continue reading

Sentieri Selvaggi # ? // Tanz è “…”: tracce per un’intervista possibile.

1 Apr

 

di Emiliano “Bassifondi?” Santoro

Tanz è ballare prog negli anni ‘10. Parlano avant-rock, un misto di dialetto free e pop-muzik per le masse. Non vogliono niente, si spogliano sul palco o si travestono da cosacchi. Tanz è suono surreale: Claudio Rocchi in anima latina. Tanz è lenta auto-determinazione a furia di ascolti reiterati. Sono di Prato, terra di Topsy the Great. Tanz è un’altra storia: la loro è nostalgia per i ’70s, per Le Orme e Banco del Mutuo Soccorso, per i festival prog con gli a solo e i discorsi reazionari sulla costituzione. Non giocano troppo, in realtà c’è del serio – sotto l’apparente facezia, nelle loro saturae. Escono per Hysm?, che è un marchio fedeltà per “Bassifondi?”. E quindi niente. Questo è quanto. 

tanz

– – –

Continue reading

坎 – Anima (ōnyūdō, 2013)

6 Mar

Sfoglio la mia copia de Il Libro dei mutamenti – nella classicissima edizione adelphiana a cura del sinologo Richard Wilhelm – per capire il significato del ventinovesimo esagramma scelto da Paolo Bellipanni come monicker per il suo progetto solista. Comunemente noto come l’Abissale, l’esagramma  (K’an) si basa sulla ripetizione del trigramma K’an, il cui significato è il “precipitare dentro”, o meglio il precipitare dell’acqua tra due gole montane: quella stessa acqua che suscita ogni forma di vita. Ma, continuando a leggere le indicazioni del testo possiamo scoprire che «riferito all’uomo, questo segno rappresenta il cuore, l’anima racchiusa nel corpo, il luminoso contenuto nell’oscuro, la ragione. Il nome del segno, essendo ripetuto, significa anche “ripetizione del pericolo”.  Così l’esagramma indica una situazione oggettiva alla quale bisogna abituarsi […]» [1].

K'an (ÕØÄ) - Anima - cover

Continue reading