Bitchin’ Bajas – S/T (Drag City, 2014)

1 Sep

Dei Bitchin’ Bajas ne avevamo parlato quasi un anno fa in occasione della loro precedente fatica, sempre fuori per i tipi della Drag City. Il trio di Chicago ritorna sulle scene con un album denso dove le loro esplorazioni si infittiscono, pescando a piene mani dal progressive elettronico degli anni 70.

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Le stratificazioni sonore dei BB si snodano per minuti intorno ad un’assenza, cercando di disegnare paesaggi alieni dove il riverbero avvolge presenza esotiche, prelevate di peso dai dischi di Florian Fricke. Le viole e i flauti che si incrociano nell’0verture iniziale – Tilanga – e vengono circonfusi di una luce irreale dal respiro dei droni e degli arpeggiatori.

Cooper Crain, Rob Frye e Dan Quinlivan procedono senza esitazione accumulando spettri sonori dalle forme liquide ed evanescenti, cannibalizzando tanto le derive cosmiche tedesche quanto l’esotismo di marca Popol Vuh. Il minimalismo à la Riley si fonde di richiami bucolici nel saggio Field Study: snodo simbolico del disco. Di là in poi, il tono si fa prima pulsante seguendo le modulazioni dei synth analogici per poi tingersi di foschie progressive in Bueu.

Brano mantrico della durata di 12 minuti in cui le intuizioni del Mike Ratledge di Out Bloody Rageous vengono condotte all’eccesso, disgregandosi nello sfarfallio nervoso dei synth. Nella seconda parte Bueu assume un aspetto de-umanizzante che allude tanto alla library music quanto alle ricerche sulla ricorsività.

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Gli ultimi due brani dell’album hanno un tono sacrale: i bordoni di organo si rifrangono come onde disturbati dal crepitio dei synth sino alla frattura finale. Simbolicamente non c’è alcuna liberazione: Pieces of Tape si chiude con uno strappo che svuota di senso il nirvana sonico. L’accumulo orgonico si sbriciola svelandosi come un’illusione racchiusa in un nastro, pura immanenza: l’infinito è solo intuito e limitato dalla durata del supporto. Dopo 77 minuti l’incanto si conclude bruscamente: è ora di tornare alla realtà.

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Bitchin’ BajasBitchin’ Bajas (Drag City, 2014)

2xLP/2xCass 

01 – Tilang

02 – Asian Carp

03 – Ruby

04 – Field Study

05 – Brush

06 – Bueu

07 – Orgone

08 – Pieces of Tape

Durata – 77 min

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