Donato Epiro – Fiume Nero (Black Moss Records, 2014)

10 Apr

«A me non interessa l’oro. L’oro lo lascio ai servi, a me interessa il potere». Nelle spire della propria follia, Aguirre discende un fiume senza fine, perso nei meandri di una terra ostile e ostinatamente contraria ad ogni volontà di potere. Al delirio di onnipotenza di Lope de Aguirre, la natura è sorda: lo scorrere del fiume con il suo sciabordio lento è una continua irrisione: può tremare la terra la suo passaggio, ma non le acque scure e marce del Rio delle Amazzoni. Un Fiume Nero, che scorre senza sosta, indifferente nella sua protervia.

LP cover

Ideale colonna sonora del film che Herzog dedicò al conquistadores spagnolo, Fiume Nero di Donato Epiro, fuori per Black Moss Records, raccoglie su vinile i lavori prodotti tra il 2007 e il 2010 dal giovane compositore pugliese e disseminati tra cassette e cdr. I brani vengono qui estirpati dal loro contesto originario ed inseriti in un continuum sonoro che li rende passaggi obbligati di un discesa nel maelström. Così come la kosmische musik tedesca sondava i recessi della psiche attraverso l’immaginario sonoro e visivo della profondità siderali, Donato Epiro allestisce quadri sonori dallo spiccato esotismo che si fanno descrizione e analisi fenomenologica di turbe e fervori mentali (Estuario, su tutte).

Quando i brani raccolti videro la luce, si parlò di sacredelia o di anti-folk, mettendo in relazione il lavoro di Epiro con la scena weird-folk americana, per via di un’assonanza primitivista nell’uso ritualistico delle percussioni. Senza dubbio, permangono linee di fuga che accostano quelle sonorizzazioni all’estetica musicale dei Sun Araw e degli High Wolf. Ora, sarebbe più opportuno, invece, rubricarle sotto quella macro-categoria che risponde al nome di Psych Occult, a cui afferiscono decine di gruppi italiani. Ma, forse le divagazioni di Epiro sono una piega di quella library music, che in questi solchi bituminosi incrocia uno spirito hauntologico e la cernita rabdomante del record digger.

 

I riferimenti alle ricerche etnografiche del prog degli Aktuala o del Battiato lisergico e proto-world di Sulle Corde di Aries (che certo aveva prestato un orecchio alla Third Ear Band), o ai prolifici Piero UmilianiBryn Jones, si incrociano con l’etno kraut dei Between sino ai – già citati – Sun Araw più mistici. L’itinerario- estraniante e lisergico – di Fiume Nero si snoda, seguendo questi sentieri, tra il percussionismo alienante delle titletrack alla divagazioni per organo trattato di La Vita Acquatica per implodere nell’agghiacciante dramma imminente di Estuario e dissolversi nel baccanale peyotico di Un Globo Rosso Rotondo. 

p.s. Al Thalassa – il festival dedicato alla scena psych-occult – Epiro ha presentato Fiume nero, ecco un estratto:

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Donato Epiro – Fiume Nero
Black Moss Records
LP ltd 300 copies – 7 tracks 47’09’’

http://donatoepiro.blogspot.it/

http://blackmosslabel.tumblr.com/

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