From the Vault #15: Gianni D’Errico – Antico Teatro da Camera (1976)

31 Jul

di Milky Way

Ogni volta che parlo di Gianni D’Errico mi assale un misto di malinconia e rimpianto: non solo perché penso alla sua musica, ma anche perché non posso fare a meno di ripercorrere le vicende che hanno portato al suo unico parto discografico su Long Playing, e alla prematura morte del musicista in un incidente stradale, nel settembre del 1975. Dulcis in fundo, Gianni era pugliese come me, e di cantautori non ne avevamo molti in Puglia negli anni ’70 (penso al molese Enzo Del Re, ma siamo agli antipodi rispetto alla proposta di D’Errico), anni che hanno rappresentato l’apice del cantautorato italiano, lo spannung di un’epoca irripetibile.

derrico

Gianni D’Errico nasce a Brindisi nel 1948 e sul finire degli anni ’60 lo troviamo attivo (nel 1968) con un provino per la RCA (senza esito), e nel 1969 al concorso per Voci Nuove di Castrocaro Terme. Alla prefinale si presenta col brano L’Ateo, che verrà tuttavia censurato. In finale, così, presenterà il brano Il Fantoccio. Compare inoltre nella compilation Sanremo ’70, uscita per la CGD, coi due brani L’Arca di Noè (divenuta famosa grazie a Iva Zanicchi) e Occhi a Mandorla. Qui il discorso comincia a farsi serio, visto che esce il primo 45 di Gianni: Mi Stracci il Cuore, Mi Stracci l’Anima sul lato A, e Anima Nera sul lato B. Si intravede un cantautorato introspettivo e, al contempo, ancora legato ai sixties, ma con una propensione psichedelica che lo lega alle release coeve su singolo di Lucio Battisti (seppure meno levigate e più rough in quanto a produzione, aspetto che tuttavia accresce il fascino dell’opera di D’Errico).

Nel 1972 esce il secondo 45 giri, Precipitando Verso Dio (lato A) e L’Ultima Esperienza (lato B) , entrambi i brani sono scritti con Angelo De Luca. La coppia si rivelerà vincente, visto che il sodalizio durerà fino alla morte di D’Errico. In particolare Precipitando Verso Dio è un brano incisivo ed energico, quasi heavy psych nell’incipit devastante, per poi evolversi in un cantautorato – con qualche sprazzo prog e psych – che mette sugli scudi una melodia di gran classe (anche qui siamo ai livelli del Battisti dei singoloni a cavallo tra sixties e seventies). Nel 1973 esce il terzo 45 giri, La Casa di Roccia (lato A, bellissima ballata psichedelica per voce e chitarra) e L’Ultima Esperienza (lato B).

Il 1974 vede Gianni cedere un suo brano all’Equipe 84: la canzone è intitolata Mercante Senza Fiori, ed è sicuramente il fiore all’occhiello dell’album Sacrificio della band di Vandelli. Un brano che preannuncia le atmosfere cariche di spleen dell’unico album di D’Errico, che verrà registrato l’anno dopo: Vandelli ricambierà il favore per la cessione di Mercante senza Fiori producendo l’album di Gianni, che si intitolerà Antico Teatro da Camera. L’album è introdotto e chiuso da due brevi e suggestivi strumentali pressocché identici, intitolati L’Etrusca Parte 1 e L’Etrusca parte 2. In mezzo otto perle a cavallo tra cantautorato (l’ombra di Battisti sempre presente, soprattutto in riferimento agli album Umanamente Uomo: Il Sogno e Il Mio Canto Libero), suggestioni prog rock (specialmente Orme e la Pfm meno pirotecnica e più dilatata e mediterranea: quella di Impressioni di Settembre) e tipico pop italiano dell’epoca.

Un mix che crea uno stile unico nonostante i riferimenti, con la voce di D’Errico che ha il pregio della sincerità del canto, e regala la sensazione di vivere intensamente il brano. Uno dei brani, la melodica Toccami, andrà a far parte del repertorio di Patti Pravo (anche se il brano non sarà mai pubblicato ufficialmente), ma i pezzi da novanta sono altri: Sognando Rosanna (il brano più progressive dell’album), Clausura, Reincarnazione, e la conclusiva Un Pittore. Ma anche l’iniziale Antico Teatro da Camera e l’oscura Delvish sfoderano melodie sontuose e tonnellate di malessere reso arte. L’altro pregio dell’album sono i testi: si passa dall’omosessualità alla reincarnazione, al desiderio di morte, e irrompono con un’eleganza tanto semplice quanto profonda e introspettiva. A qualcuno potranno non piacere certi spunti più semplici e affini al pop melodico (la già citata Toccami, o Io, L’Ultimo), tuttavia nel complesso l’album è uno dei più solidi e intensi del panorama cantautoriale italiano dell’epoca, grazie anche a una produzione ottima e ad arrangiamenti di livello superiore.

Gianni D’Errico non avrà mai tra le sue mani il vinile del suo unico album: sarà investito da un auto nel settembre 1975, e il disco uscirà postumo l’anno successivo. A preservare l’arte di Gianni abbiamo una ristampa su cd e una su vinile, ad opera della Sony/BMG. Resta un desiderio: vedere ristampare i sei brani pre-album usciti su singolo, magari assieme a qualche inedito (chissà se esiste una versione di Mercante Senza Fiori cantata da D’Errico) che, a quanto sembra, giacerebbe negli scaffali di qualche vecchia casa discografica.

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Tracklist:

1 L’Etrusca (1ª Parte) 2:22

2 Antico Teatro Da Camera 4:18

3 Reincarnazione 3:57

4 Io, L’Ultimo 3:22

5 Clausura 4:07

6 Toccami 3:48

7 Delvish 5:54

8 Sognando Rosanna 5:04

9 Un Pittore 3:48

10 L’Etrusca (2ª Parte) 2:22

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