Un giorno alla Zoo: Colin Stetson & Mats Gustafsson – Stones (2012)

13 Dec

di F/M

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La Rune Grammafon ha cortesemente pubblicato – in anticipo sul mercato nord americano – Stones, lavoro che documenta la performance live di Mats Gustafsson e Colin Stetson del 1° Luglio 2011 al Vancouver Jazz Festival. I due sassofonisti sono noti ai più per i loro trascorsi free e per le collaborazioni eccellenti. Mats Gustafsson ha un curriculum enorme e trasversale, che l’ha visto suonare con gruppi free form come i the Ex e con leggende come i Sonic Youth, sino agli ormai disciolti Zu  nel 2004 e concedersi anche un duetto con Luca Mai. Colin Stetson, invece, ormai artista cooptato nella corte della Constellation ha suonato con Tv on The Radio, Arcade Fire, National, Bon Iver e Gy!be. Eppure, il suo New History Warfare Vol. 2: Judges aveva sorpreso un po’ tutti per la capacità di plasmare uno strumento dal suono elefantiaco e roccioso come il sassofono basso. La sua possente tecnica di respirazione circolare e particolari tecniche di amplificazione e ripresa dei rumori meccanici e fisici dello strumento avevano generato una moto perpetuo disturbato da sbuffi, grida e stridii. Il brano Judges è uno degli esempi più esaltanti.

Il live di Stetson e Gustafsson ha poco o nulla di questo. Ci sono rimasugli che Stetson cerca di disseminare qua e là cercando di prendere spazio e di  non farsi trascinare dal sassofonista svedese. All’inizio del terzo movimento Stones that need not, accenna al fraseggio circolare di Judges e lancia un urlo nel suo sax, ma Mats lo travolge costringendolo a decostruire i suoi percorsi ipnotici in un duello selvaggio e senza sosta in cui gli strumenti si corteggiano, si scontrano, barriscono, si perdono e si ritrovano continuamente. Un fiume in piena fatto di carne, un animale impossibile come quelli pensati da Jorge Luis Borges, fatti di innumerevoli altri esseri.

L’impressione è quella di essere intrappolati in un caravanserraglio orwelliano, dove razze impossibili di animali vociferano senza sosta. Il dialogo tra due si raddoppia all’infinito e disegna un bestiario moderno.

Viaggio arduo…

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