From the Vault ep.6: Michael Angelo – Same (1977)

7 Nov

                                                                                                                                di Nadir

Il sottobosco psichedelico riserva sempre sorprese, dischi impensabili, scoperti in qualche sito in mezzo al mucchio. E questo è un disco raro, sconosciutissimo, ma anche molto molto bello. Dimenticavo: non è la band di folk-rock psichedelico Michael Angelo, e neanche (Dio ce ne scampi) “il chitarrista metal tra i più veloci del mondo” (cit. Wikipedia) chiamato appunto Michael Angelo.


Trattasi invece di un oscuro songwriter psichedelico dagli Usa, che nel 1977 produsse un disco dal sound abbastanza low-fi (aspetto che invero conferisce fascino al tutto). Il disco (almeno la ristampa su cd, il vinile è rarissimo è quotato intorno ai 1000 euro e oltre) potete procurarvelo solo per vie giappo-coreane su ebay: non temete prezzi esagerati, queste ristampe si trovano a meno di 15 euro comprese di spedizione intercontinentale. Il cd suona comunque peggio del vinile e addirittura ‘inscatolato’, con un eccesso di bassi: evidentemente a differenza del vinile non è stata usata come fonte il master originale, oppure ne è stato fatto un utilizzo non proprio corretto.
Ma andiamo ai brani. Il disco (occhio: la versione su cd. Anche in questo caso il cd rimescola le carte rispetto alla scaletta su vinile) si apre con la poetica Flight of Pegasus, riuscitissimo ibrido tra George Harrison e un Elliott Smith ante-litteram.


Ma è il secondo brano uno dei capolavori del disco, la breve Oceans of Fantasy, che in meno di 3 minuti azzecca una melodia riuscitissima. The World to Be è più elettrica (e qui mi viene da pensare a come avrebbe potuto suonare questo disco con una produzione di livello), e incastra atmosfere folk su una base psichedelica, oltre al consueto cantato su tonalità alte.
Lost in the Pain è una ballatona per chitarra acustica, piano e una tastiera che ci ricama intorno.


Checkout tira in ballo addirittura un Paul McCartney in falsetto (che transita via Emitt Rhodes), mentre i 5 minuti di Future fondono chitarre acide con temi arabeggianti, e ne fanno il brano più psych-prog del lotto.
In definitiva, un piccolo capolavoro di psichedelia cantautorale: se vi appassiona il genere fatelo vostro. La ristampa su cd della BigPink include praticamente un secondo album di poco tempo successivo, che suona nettamente meglio ed è più levigato anche nella scelta dei suoni, ma anche questo molto bello, seppur privo dell’affascinante patina rudimentale dell’opera precedente.

* * *

Tracklist:

A1 Oceans of Fantasy
A2 The World to Be
A3 Lost in the Pain
A4 Checkout
A5 Flight of Pegasus
B1 Bonjour, Mr. VIP
B2 Journey (To Find Who We Are)
B3 Inner Reflections
B4 Field of Lonely Eyes
B5 Future

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