Neil Young – Psychedelic Pills

30 Oct

Non ho capito perché Neil abbia deciso di mettere una forma di parmiggiano reggiano in copertina. Sarà una produzione autoctona fatta da qualche sioux innamorato dei formaggi italiani *.

Fatto sta che sotto una delle copertine più brutte della sua carriera, si cela un macchinario tutto sbuffi e derive mistiche. La prova agrodolce di Americana – che molti hanno digerito male, nonostante un pezzo notevolissimo come Tom Dula – finalmente sfocia in questo doppio imponente, fatto di jam torrenziali come solo i Crazy Horse sanno fare. Sarebbe pleonastico continuare a definire il suono che troverete tra i solchi di questo disco. Ascoltatelo e fatevi investire dai venti e passa minuti di Driftin’ Back. Basteranno.

Oddio, neanche i 19 min di Ramanda Inn sono da disprezzare…

* in realtà, in maniera didascalica Young sceglie una pasticca con tanto di logo: sintetico viatico mistico…

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One Response to “Neil Young – Psychedelic Pills”

Trackbacks/Pingbacks

  1. From the Vault ep. 5: St. Thomas – I’m Coming Home (2001) « Fritto/Misto - November 2, 2012

    […] di bell’aspetto che poteva sembrare più un attore di telefilm americani che un loner alla Neil Young. E invece mi sbagliavo, perché dietro l’estetica del cappello da cowboy in testa a un […]

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